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Stroboscopio
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Contents
• Storia
• Uso
• Note
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Storia
Nel 1932 il professor Harold Eugene Edgerton (1903-1990) del mwfaMassachusetts Institute of Technology mise a punto la mwfqfotografia stroboscopica, una tecnica a luce stroboscopica generata da una semplice mwfglampadina che si accendeva e spegneva ad un intervallo di tempo prestabilito e ravvicinato, che consentiva l'osservazione del movimento ad alta velocità. Il fotografo americano riuscì a registrare sulla pellicola una successione di movimenti ravvicinati, che venivano tradotti in immagini multiple grazie all'aiuto di numerosi lampeggiatori elettronici sincronizzati che scattavano varie volte al secondo in un ambiente buio.
mwgaGjon Mili, laureatosi in ingegneria con Edgerton e con il quale lavorò a lungo, è stato probabilmente il primo fotografo ad usare il flash con luce stroboscopica al di là degli usi scientifici.
Principio
Il principio di funzionamento si basa sull'osservazione, in condizioni di scarsa illuminazione, dell'oggetto in movimento costante, illuminato da brevissimi lampi di mwhaluce di forte intensità.
L'elemento principale è costituito da una speciale mwhglampada allo xeno in grado di emettere fino a 400 lampi al secondo, ovvero 24.000 al minuto, questo valore massimo di mwhwfrequenza (400 mwiahertz), permette di osservare un oggetto che ruota sul proprio asse alla velocità di 24.000 giri al minuto.
Funzionamento
Il mwiwcircuito elettronico per il pilotaggio della lampada è costituito da un mwjaoscillatore a frequenza variabile il cui segnale, costituito da un breve impulso di tensione di oltre 1000 mwjqvolt, viene scaricato tramite un mwjgcondensatore agli speciali mwjwelettrodi della lampada, la frequenza dell'oscillatore è modificabile in continuità tramite un mwkapotenziometro dotato di manopola. L'apparecchio può essere pilotato anche da un segnale elettrico proveniente da una generatore esterno, in questo caso tramite un commutatore, viene escluso l'oscillatore interno, prelevando il segnale di pilotaggio dall'ingresso esterno.
Una casa produttrice di stroboscopi da laboratorio presente sul mercato da decenni, è la mwlqstatunitense General Radio.
Uso
Questo strumento era universalmente usato nelle autofficine per la messa a punto della fase dei mwmqmotori prima dell'avvento delle centraline digitali e delle ECU che ormai governano il funzionamento dei motori moderni con parametri diversi e non basandosi semplicemente sul regime del motore, mentre rimane in uso per il controllo di molti motocicli e ciclomotori.
In altri ambiti meccanici viene ancora largamente usato per eseguire analisi e verifiche su svariati dispositivi.
Ad esempio, per conoscere la mwnavelocità di mwnqrotazione di una ventolina preposta al raffreddamento di una mwngCPU, basta rivolgere la lampada sulla mwnwventola e variare lentamente la frequenza dei lampi fino a vederla ferma, a quel punto conoscendo la frequenza dei lampi si può risalire alla velocità di rotazione in giri al minuto, moltiplicando il valore di frequenza per 60; i modelli più sofisticati sono dotati di un mwoadisplay su cui leggere direttamente il numero di giri al minuto dell'oggetto in rotazione.
Su tale principio si basava anche il mwogdisco stroboscopico utilizzato sui mwowgiradischi per poter controllare l'esatta velocità di rotazione del piatto.
Altri usi li troviamo nelle discoteche, nelle quali si utilizzano le mwpqluci stroboscopiche per creare illusioni ottiche nel movimento delle persone che sembrano muoversi a rallentatore.
Note
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
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Collegamenti esterni